La fontana di Fraia
Dalla sorgente di Curasci 1940

Bella fontana sei la benvenuta,
che ci porti la gioia e l'abbondanza;
con tanto gaudio ognuno ti saluta
tenendo in cuore una maggior speranza.
Ognun si vanta averti conosciuta.
Dolce acqua, tu che vien da gran distanza, 
durante quel viaggio avrai notato
se quanto ognuno t'ha desiderato.

E incontro molta gente t'e' venuta
Mentre te ne venivi qua pian piano,
Dacchè la bella e dritta via hai avuta
Dentro due margin per colle e per piano;
E a dire il ver qualcuno ti ha bevuta
Con amorevol labbro e cuore umano,
Mostrandoti così quanto nel cuore 
D'entusiasmo ha per te e quanto amore.

Tu sei la benvenuta e benedetta,
Tu sei che ci ridai consolazione,
Tu sei l'unica speme più perfetta,
Tu dài il risorgimento alla frazione,
Tu dài all'agricoltura via diretta,
Tu dai coraggio alla popolazione,
Tu dài vita, ricchezza e dài successo
A un popolo che sempre fu progresso.

Da quanto tempo noi ti sognavamo!
Da quanto tempo ci si procurava!
Da quanto tempo noi t'aspettavamo!
Da qunto tempo ti si progettava!
Finalmente qui utile ti abbiamo
Da quell'inutil fosso dove stava,
Che vergognosa uscivi dalla roccia:
Or sei fiera di te gocca per goccia.

Sei felice di te, di chi ti osserva,
Di chi ti si pastegga e chi ti gusta,
Di chi ti esporta altrove o ti conserva;
Della popolazione nuova e vetusta,
Com'esser può che intorno a te non ferva 
Colma di contentezza tanto giusta?
Acqua preziosa, tu sei l'abbondanza, 
Che risorsa ci dài, gioia e baldanza.

Oh! Quanto bella ti fece natura!
Quanto buona ti fece il Creatore!
Oh, se a quanti mortal levi l'arsura!
Oh, se a quanti mortal rinfreschi il cuore!
Oh, se con quante specie di misura
L'umanità ti ama e ti fa onore!
Oh, se con quanta gioia ti beviamo!
Con tanto affetto ugual che ti baciamo.

Esprimer non si può la gioia tutta,
Tutto l'amor che si vorria mostrare;
pria si aspettava con la bocca asciutta;
Molla or di te se ne potrà vantare.
Vedrem poi la frazion quanto più frutta
Col grande aiuto che tu puoi donare.
Più feconda sarà per colle e piano
La nostra grande battaglia del grano.

Diamo l'onore a quei bravi ingegneri
Che hanno progettato questi bei lavori,
Ed onoriamo pur quei tanto fieri
Di quell'impresa, buon lavoratori
Che son venuti qui da vari sentieri
Con l'ordegni temprati come i cuori.
Ma sopra tutti quel bravo impresario
Che per noi nulla si mostrò contrario.

Santoni Francesco 1940

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