Plestia

La storia

GLI ALTIPIANI PLESTINI

Al confine fra le Marche e l'Umbria, ai piedi del gruppo del M. Pennino, si estendono gli altopiani plestini (o di Colfiorito) che prendono questo nome dall'antica città di Plestia; essi sono caratterizzati dalla presenza di vaste zone pianeggianti, denominate "piani" che sono in gran parte resti di antichi laghi prosciugatisi naturalmente o bonificati dall'uomo. Essi sono i Piani di Colfiorito, Cesi, Popola, Annifo, Collocroce, Arvello, Ricciano e la palude di Colfiorito e sono compresi a quote fra 750 e 790 m circa. Durante il periodo piovoso (dall'autunno all'inizio della primavera) si possono riempire d'acqua, che viene poi lentamente smaltita attraverso uno o più inghiottitoi, permanendo al centro di essi soltanto in pochi casi, come nella palude di Colfiorito (laghi carsici temporanei). Grazie al particolare regime dell'acqua, sul fondo dei piani si è insediata una vegetazione che tende a disporsi in fasce concentriche in relazione alla durata del periodo di inondazione e alla profondità. Durante l'escursione è stata visitata la palude di Colfiorito, di cui si può avere un ampio scorcio panoramico dalla collina su cui sorge Forcatura; è stato così possibile osservare, a grandi linee, la zonazione della vegetazione e in particolare la fascia estema dei prati inondati dell'ordine Trifolio?Hordeetalia, con le due associazioni Hordeo?Ranunculetum velutini e Deschampio?Caricetum distantis, alle quali fanno seguito verso l'intemo le associazioni palustri della classe Phragmitetea e in particolare lo Scirpetum palustris e il Phragmitetum. Al centro si trovano alcuni specchi d'acqua liberi da vegetazione emergente, denominati pianavelle. E' stato quindi visitato l'inghiottitoio del Mulinaccio, allargato artificialmente dall'uomo, al quale confluiscono le "forme" o canali scavati a scopo di bonifica, e così denominato perché su di esso è stato costruito un mulino (ora diruto) che sfruttava la caduta dell'acqua nell'inghiottitoio. Nei pressi dell'inghiottitoio è sviluppata una larga fascia di vegetazione rapportabile all'Oenantho?Rorippetum, associazione che si instaura nelle aree arate e soggette a inondazione; principali specie sono Oenanthe aquatica e Rorippa amphibia. Lo sviluppo ottimale di tali specie si verifica a primavera mentre dopo il ritiro dell'acqua, da giugno in poi, si osserva un grande sviluppo di specie dell'Agropyro?Rumicion crispi e soprattutto del Bidention. Se le pratiche agricole vengono a cessare (anche per un breve periodo, per esempio 1 o 2 anni) I'Oenantho?Rorippetum evolve rapidamente verso il Phalaridetum arundinaceae, di cui sono presenti vasti frammenti nei dintorni.
Nelle acque del "formone principale" è possibile raccogliere una piccola epatica natante sull'acqua, Ricciocarpus natans, di cui durante l'inverno a Colfiorito è stata osservata una fioritura massiccia, con una fascia ricoperta interamente da tale specie, larga in alcuni punti anche 20 metri ed oltre, lungo la riva orientale della palude.
A Colfiorito è presente anche un piccolo giacimento di torba (in parte sfruttato fino a qualche anno fa da una Ditta di floricoltura di Foligno) la cui esistenza è condizionata da sorgenti sotterranee (torbiera piana fonticola); sono quivi presenti specie molto rare legate all'ambiente turficolo come Triglochin palustre, Menyanthes trifoliata, Eriophorum latifolium, Epipactis palustris, ecc.
Nel vicino piano di Colfiorito (o del Casone) viene invece attentamente visitata la vegetazione di una sorgente che scaturisce al bordo del piano e che forma quindi un canale serpeggiante che si dirige verso il centro del piano, attraversando una vastissima prateria dell'Hordeo?Ranunculetum velutini, che è possibile ammirare nella facies estiva, quindi dopo la fioritura delle graminacee. Nella polla della sorgente e nella prima parte del fosso che da essa prende origine sono presenti Helosciadum nodiflorum, Nasturtium officinale, Catabrosa aquatica, Veronica beccabunga, tutte specie dell'associazione Helosciadetum; ad esse fanno seguito Sparganium erectum, Glyceria plicata, ed altre, dell'associazione Glycerietum plicatae (alleanza Sparganio?Glycerion). Una zonazione del tutto simile si può osservare anche nel piano di S. Scolastica presso Norcia, nei canali che nascono dalle sorgenti che alimentano le marcite.
Principali specie di Colfiorito sono:
Potamogeton lucens, Utricularia vulgaris, Hippuris vulgaris, Nymphaea alba, Hydrocotyle vulgaris, Typha latifolia, Schoenoplectus lacustris, Phragmites australis, Ranunculus lingua, Oenanthe aquatica, Rorippa amphibia, Butomus umbellatus, Typhoides arundinacea, Carex gracilis, Carex distans, Carex panicea, Ranunculus sardous, Ranunculus velutinus, Ranunculus trichophyllus, Hordeum secalinum, Glyceria maxima, Alopecurus ultriculatus, Agropyrum repens, Deschampsia cespitosa, Mentha pulegium, Mentha aquatica, Rumex crispus, Eriophorum latifolium, Ophioglossum vulgatum, Potentilla erecta, Triglochin palustre, Epipactis palustris, Juncus subnodulosus, Bidens tripartita, Orchis laxiflora, Gaudinia fragilia.
(Da Franco PEDROTTI, in "Informatore Botanico Italiano, vol. 9 n. 3,1977, pp. 223224)

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